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La biodiversità viticola della Sardegna è il risultato finale del fattore umano e dell’ambiente dell’isola. Le prime testimonianze della presenza dei vitigni nell’isola e della produzione di vino ci riconducono ad una storia ininterrotta di oltre 3600 anni.

La vite selvatica e le relazioni tra alcune varietà locali popolano ancora nelle terre sarde ed è, ad oggi, tra le meglio conservate del Vecchio Mondo. Possiamo vantare dei vitigni strettamente legati a cultivar autoctone sarde che dall’isola sono partiti in giro per il mondo, come “muristellu” e “cagnulari”.

Ed il mondo è oramai diventato lo scenario in cui si muovono i due vitigni più conosciuti della Sardegna: “cannonau” delle cui tracce storiche più antiche presenti nell’isola, e “vermentino” che produce un’uva bianca del sistema Sardo-Còrso, apprezzato e imitato anche fuori dal Mediterraneo. In questo quadro di viticultura fortemente identitaria basata sulle varietà locali che rappresentano dei veri e propri unicum a livello mondiale, citiamo alcuni dei vitigni coltivati solo ed esclusivamente in Sardegna: “nuragus”, “semidano”, “nasco” e “monica” che danno il nome ai rispettivi vini. Senza trascurare l’elemento habitat ricordiamo uno dei vitigni di grande successo nelle terre del Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna, è il “carignano”, uva comune a Sardegna, Spagna mediterranea, Francia meridionale e nord-Africa, ma che in quest’area ha trovato il suo ambiente di elezione.

Il fattore umano è riconducibile all’antichissima storia della vite e del vino in Sardegna. Possiamo raccontare delle brocchette askoidi e le anfore vinarie, fatte in Sardegna e contenenti vino sardo, che a cavallo tra il 1200 a.C. e l’800 a.C. si trovano in tutto il Mediterraneo. Il 40 per cento della ceramica trovata nello strato più antico della città di Cartagine è costituito da queste ceramiche.

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Possiamo ricordare inoltre che la Sardegna non è stata conquistata dagli Arabi, ciò ha permesso che nell’isola si continuasse a produrre vino anche in epoche in cui altre aree del Mediterraneo, come ad esempio nel nord-Africa che commerciava vino pregiato agli imperatori romani, questo venisse a cessare.